CON LA MEDICINA TRADIZIONALE E OLTRE

A "tu per tu" con la Dottoressa Papini: Diagnosi e cure complementari

Un colloquio con la Dottoressa Stefania Papini alla scoperta di un panorama interessante, a molti sconosciuto, la "medicina complementare"

MONTEVARCHI 11 maggio. Con estrema curiosità e desiderio di conoscenza, oltre a quella convenzionale, a cui tutti facciamo riferimento, chiedo alla Dottoressa Stefania Papini di rilasciarmi un’intervista sugli approcci complementari alla diagnosi e cura tradizionali.
Stefania Papini, Medico chirurgo, Specialista in medicina dello sport, Dottoressa in Medicina naturale, studia, pratica e promuove da oltre 20 anni la “Medicina Complementare o Biointegrata”.
Come?: “ Effettuo diagnosi attraverso un’apparecchiatura di biorisonanza, basata sulla fisica quantistica”.
Come si è avvicinata a questo tipo di approccio?: “In seguito ad un esperienza personale; la medicina tradizionale, di cui io stessa mi occupavo in forma esclusiva, non era riuscita a dare risposte concrete ad un “problema” di cui soffrivo da tempo. Ho trovato le risposte che cercavo, dapprima per caso venendo a conoscenza di nuove esperienze diagnostiche, poi attraverso lo studio di queste. Il protocollo convenzionale della diagnosi è in grado di individuare una malattia, quasi sempre ad uno stadio già conclamato, perché già prepotentemente evidente agli strumenti di diagnostica utilizzati, non riuscendo a leggere invece, quelli che sono i segnali iniziali di un organismo, che non funziona più correttamente”.
Cosa vorrebbe dire….che attraverso un percorso di diagnosi tradizionale si arriva spesso troppo tardi alla cura di una malattia?: “ Assolutamente no, tengo a precisare che oggi si sono raggiunti importantissimi risultati dalla medicina tradizionale, ma altrettanto ritengo che le varie possibilità di approccio possano dialogare tra loro, alternandosi, integrandosi, completandosi, al fine di arricchire gli scenari, le conoscenze, e le alternative di cura.
Pochi anni fa l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), definiva la salute come “assenza di malattia”, oggi parliamo invece di “equilibrio psico-fisico sessuale e sociale basata sulla consapevolezza. E’ chiaro che quindi tra l’assenza di malattia e salute vera e propria esiste un abisso. La malattia non deve essere interpretata come sfortuna, come un errore del nostro corpo; la malattia in senso scientifico-nosologico, ( la nosologia è la scienza che si occupa della classificazione sistematica delle malattie) non è altro che un evento sensato, la cui risposta è legata ai foglietti embrionali. Si tratta semplicemente di un programma speciale della natura, che essa stessa mette in atto per risolvere un conflitto emozionale (questo vale per tutte le patologie, dal raffreddore al cancro). In quantistica, il benessere è una questione di oscillazioni elettromagnetiche; gli squilibri energetici del corpo, appaiono molto prima dei sintomi della malattia e possiamo intervenire prima che questa ultima si manifesti così tanto evidente, da dover utilizzare la farmaco-terapia, o addirittura la chirurgia. Questo sistema permette al medico di connettersi con il paziente a livello quantico, cioè analizzando le alterazioni elettromagnetiche dell’unità mente-corpo. La quantistica ha messo in luce, che la materia è energia e che l’energia è frequenza; allo stesso modo lo strumento che io utilizzo è in grado di misurare le frequenze emesse dal corpo umano, individuando quelle corrette e quelle sbagliate. Tramite la misurazione di parametri elettrostatici e frequenziali quindi, siamo in grado di conoscere lo stato di salute degli organi, di individuare virus, batteri, funghi, carenze vitaminiche, carenze di minerali, intolleranze alimentari, allergie etc….. E’ tuttavia possibile esplorare le emozioni, in quanto anche esse si manifestano sottoforma di frequenze e diventano uno strumento prezioso per conoscere, come la nostra vita emotiva si rifletta sul corpo sottoforma di benessere o malessere. Attraverso la biorisonanza, oltre che la diagnosi, testiamo anche i farmaci facendo in modo che siano ben tollerati ed afficaci.
La visita prevede inoltre informazioni per un approccio corretto all’alimentazione, in base al sesso del paziente e alla patologia, facendo tesoro dell’insegnamento di Ippocrate che diceva:” Fa’ che il cibo sia la tua medicina”. Ad esempio quando si ha un’allergia alle graminacee, occorre andare a risolvere l’infezione renale sempre presente che spesso è asintomatica, la parassitosi intestinale e l’Aspergillo Niger (una muffa), che possiamo trovare nell’apparato respiratorio o nei seni nasali; poi occorre anche che il paziente non assuma durante la cura, frumento o farro che sono graminacee (solo a guarigione avvenuta potrà reintrodurre nell’alimentazione il grano, ma naturalmente quello antico perchè non allergizza).
Che cosa è il “Trigno M”?: “Il 26 Novenbre del 2015, ho avuto l’onore di essere invitata insieme ad altri 50 medici, ad un Convegno di Oncologia Biointegrata, “Trigno M, nuova prospettiva in Oncophytoterapia”, che si è svolto a Roma presso la Camera dei Deputati. Qui è stato presentato uno studio di due anni effettuato dalla Dott.ssa Stefania Meschini, del reparto metodi ultrastrutturali per le terapie innovative antitumorali dell’Istituto Superiore di Sanità. Grazie a questa sperimentazione per la prima volta è stato dimostrato che gli estratti di Prunus Spinosa, qualità Trigno, addizionati di una miscela nutraceutica a base di aminoacidi, minerali e vitamine, sono in grado di inibire sensibilmente la crescita in vitro di cellule tumorali; in particolare è stato messa in luce la sua azione antiproliferativa su linee tumorali umane di adenocarcinoma del colon, della cervice uterina e della adenocarcinoma broncoalveolare.
Il Trigno M prodotto da un’azienda Molisana agisce sulla membrana mitocondriale determinando una depolarizzazione dei mitocondri stessi, generando una apoptosi (morte) delle cellule tumorali. In poche parole determina uno scoppio della cellula tumorale. I casi clinici studiati ancora sono pochi (sotto i 100), ma i risultati sono molto promettenti”.
Le è capitato di prescrivere questo farmaco ai suoi pazienti?: “Si, lo utilizzo in forma complementare ad altre tipologie di trattamento ei risultati sono davvero sorprendenti”.

Barbara Pierazzuoli

Alla camera dei deputati convegno su "Trigno M"

Anteprima: 

Video di Telemolise
tratto da Yoytube

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